CSU Storia - Federazione Speleologica Umbra

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CSU Storia

Catasto Speleologico Umbro
Storia del Catasto Speleologico Umbro
 
Il Catasto Speleologico Umbro (CSU) è stato realizzato nel 1938 dal prof. Cesare Lippi Boncambi, direttore dell’Istituto di Mineralogia e Geologia dell’Università di Perugia, su incarico del prof. Franco Anelli, Direttore del Regio Istituto Italiano di Speleologia di Postumia. Il prof. Lippi ha curato l’inserimento dei dati sino al 1953.
  
Dopo tale anno il compito è stato affidato al dott. Guido Lemmi, che, operando sempre all’interno dell’Istituto di Mineralogia e Geologia, l’ha portato avanti, coordinandosi con tutti i gruppi speleologici umbri presenti, sino al 1974.
 
Nel 1970 la Regione dell’Umbria ha inserito nel proprio statuto  l’articolo 9 che recita:
“La Regione riconosce nell’attività culturale, nella pratica sportiva dilettantistica, nell’impiego del tempo libero, momenti essenziali ed autonomi della formazione ed esplicazione della persona umana ed a tal fine li favorisce promuovendo strutture decentrate ed iniziative idonee.
La Regione riconosce il valore sociale delle ricerche archeologiche, speleologiche ed ecologiche, anche dilettantistiche, e concorre a regolarne l’esercizio.
La Regione favorisce l’associazionismo giovanile.”
 
Nel 1974, anche sulla base di quanto indicato dll’art. 9 dello Statuto, la Regione dell’Umbria, prima fra le regioni a statuto ordinario, approva una legge a favore dell’attività speleologica (3 gennaio 1974 n. 1) in cui, fra l’altro, istituisce il Catasto Speleologico regionale, avvalendosi delle informazioni e documenti raccolti sino a quel momento dal prof. Lippi e dal dott. Lemmi dell’Istituto di Mineralogia e Geologia dell’Università di Perugina, i quali hanno ceduto gratuitamente dette informazioni e dati alla Regione.
La gestione del CSU viene affidata, tramite convenzione, al Gruppo Speleologico CAI Perugia (GS CAI PG), legalmente rappresentato dal Presidente Giancarlo Calogero Viviani e dal Direttore Francesco Salvatori.
 
Tale legge viene  modificata ed integrata con una nuova legge regionale, n. 2 dell’11 gennaio 1977, ma senza mutarne la sostanza. In particolar modo viene confermata l’istituzione del Catasto Speleologico Umbro, che ancora viene dato in gestione al GS CAI PG (Presidente Giancarlo Calogero Viviani e dal Direttore Francesco Salvatori)
 
Nel 1980 viene approvata dalla Regione dell’Umbria una terza legge a favore dell’attività speleologica (“Interventi per lo sviluppo della speleologia”, 2 aprile 1980 n. 19) dove:
  • si conferma l’istituzione del Catasto Speleologico dell’Umbria con il compito di raccogliere e catalogare i dati relativi alle cavità presenti nel territorio regionale, come previsto dalla precedente legge del 1974, ma affidandogli inoltre le funzioni di coordinamento dell’attività speleologica e di valorizzazione turistica delle grotte umbre;

  • viene previsto un sostegno per la creazione del Centro Nazionale di Speleologia Monte Cucco (CNS) con un contributo finanziario una tantum al Comune di Costacciaro;

  • viene previsto un contributo finanziario annuale per il sostegno delle attività del CNS.
 
La gestione del CSU e del CNS viene affidata, tramite nuove convenzione, al Gruppo Speleologico CAI Perugina, il quale costituisce appositamente una Commissione Amministratrice Presieduta dal dott. Marco Menichetti e diretta dal prof. Francesco Salvatori.
 
Nel 1997 la Regione dell’Umbria abroga la legge regionale n. 19 del 2 aprile 1980 e cessa quindi l’attività della Commissione Amministratrice del CSU e del CNS. Il Catasto Speleologico Umbro istituito dalla Regione dell’Umbria, vanto di alcune generazioni di speleologi ed uno dei pochissimi funzionanti in Italia, cessa di esistere e attualmente non si conosce il luogo dove è custodita la copia del materiale e dei dati raccolti dal 1938 al 1996, ad opera di centinaia di ricercatori e speleologi umbri.
 
Nel 1996 il Comune di Costacciaro istituisce il Borgo Didattico che raccoglie l’eredità del CNS, proseguendone e ampliandone le funzioni e le attività promozionali. La sede del Borgo Didattico è la stessa sede del CNS. Il Borgo Didattico viene dato in gestione al CENS (Centro Escursionistico Naturalistico Speleologico) di Costacciaro (presidente prof. Marco Menichetti e direttore prof. Francesco Salvatori), che tuttora ne mantiene la gestione. Nel CENS entrano a far parte tutti gli speleologi che nel tempo hanno curato la realizzazione e l’aggiornamento del CSU.
 
Nel 1997 il CENS di Costacciaro, con il contributo determinante del dott. Guido Lemmi e di Giancarlo Calogero Viviani, storici curatori del CSU, ha ottenuto l’archivio dell’Istituto di Mineralogia e Geologia dell’Università di Perugia.
 
Nel 1997, all’interno del Centro Documentazione Aree Carsiche del Parco del Monte Cucco (CeDAC), con sede a Costacciaro, il CENS ha ricostituito l’archivio delle grotte umbre utilizzando:

  • i dati dell’Istituto di Mineralogia e Geologia di Perugia, dal 1938 al 1974,

  • i dati raccolti dal 1974 sino al 1996 nell’ambito con la gestione del Gruppo Speleologico CAI Perugia,

  • la documentazione che la Commissione Amministratrice del CSU e del CNS ha raccolto presso la sede di Costacciaro dal 1980 al 1994,

  • la documentazione che il CENS ha raccolto dal 1995 al 2011.
 
Il CENS ha continuato la sua opera di aggiornamento del Centro di Documentazione Aree carsiche del Parco di Monte Cucco e quindi di aggiornamento e ristrutturazione del CSU fino ad oggi.
 
A partire dal 2008 si è provveduto ad una trasformazione radicale della catalogazione dei dati, inserendo il tutto su supporto informatico.
 
Tutto il materiale di documentazione, in particolare le coordinate di localizzazione degli ingressi, è stato controllato cavità per cavità, eliminando ripetizioni e incongruenze. Alcune coordinate di ingressi sono state ricavate con rilevazioni GPS (cartografico, precisione 3 m). Sono state eliminate dall’elenco oltre 150 inserimenti in quanto relativi a entità morfologiche estranee ai fenomeni carsici ed introdotti forzatamente nel 1995, complice l'Assessorato allo Sport della Regione Umbria, nel tentativo di mostrare un’attività di ricerca dei Gruppi speleologici umbri che in realtà non esisteva.
 
Dell’attuale CSU fanno parte:
 
  1. le schede raccolte dal 1938 al 1995;
  2. i rilievi topografici (Corpus Cavernarum) allegati alle schede suddette;
  3. la biblioteca, compreso il fondo antico, del Centro di Documentazione Aree Carsiche del Parco del Monte Cucco;
  4. il data base informatizzato di tutte le grotte catastate al giugno 2011, con possibilità di ricerche selettive e mirate;
  5. il data base dei libri, delle riviste e delle topografie presenti nella biblioteca del CeDAC, con possibilità di ricerche selettive e mirate;
  6. la cartografia regionale a scala 25000 e, di alcune aree carsiche di particolare interesse, al 10000 e al 5000, georeferenziata dove sono riportate, le posizioni di tutte le grotte catastale, con la descrizione sintetica, le posizioni geografiche e UTM, le quote e il rilievo topografico;
  7. la scansione di tutti i rilievi delle grotte catastale.
 
La situazione del CSU è dunque tale da permetterne una rapida utilizzazione pubblica, nuova ed adeguata ai mezzi informatici più attuali, avendo inoltre la certezza che lo stato dell’opera attuale è il frutto del lavoro di chi da oltre cinquanta anni ne ha avuto cura nella catalogazione e nell’aggiornamento.
 
Con questa nuova sistemazione il Catasto Speleologico dell’Umbria fa parte di un polo "carsico" che comprende anche:
 
- l Museo – laboratorio virtuale sulle grotte e sulle scienze naturali del Parco del Monte Cucco;
 
- la Scuola della Montagna, struttura ricettiva e operativa, per lo svolgimento di programmi educativi sulla conoscenza del territorio carsico dell’Appennino umbro marchigiano, con corsi ed iniziative varie specifiche per le Scuole (Progetto Monte Cucco), per gli speleologi e per la collettività in genere;
 
- il Centro Documentazione Aree Carsiche con annessa biblioteca;

- le aule didattiche virtualai "Energia & Vita", anch’esse puntate a temi collegati con la speleologia (paletnologia, paleontologia, idrologia sotterranea e suo utilizzo antropico);
 
- l'aula blu Villa Scirca, dove, all'interno della Sorgente del Monte Cucco, sono messi in evidenza, con pannelli descrittivi, i collegamenti fra il carsismo delle aree calcaree appenniniche e le sorgenti di valle;
 
- il Laboratorio prove materiali speleologici, unico nel suo genere, operante dal 1981, che ha prodotto ricerche - pubblicate - fondamentali per la sicurezza e l’uso affidabile delle attrezzature speleo-alpinistiche. Laboratorio che dal 2011 ha anche una strumentazione per test dinamici (Torre CRASC).
 
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